Comunicato di chiusura Ravenna 2008 10-10-2008

Ravenna2008: chiude l’evento dedicato alle buone pratiche e alle tecnologie innovative nei settori rifiuti-acqua-energia, con oltre mille partecipanti da tutta Italia

Ravenna, 10 ottobre 2008

Oltre mille partecipanti registrati provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla tre giorni promossa da labelab nel centro storico di Ravenna. “Ravenna 2008” si è chiusa oggi pomeriggio con una “open conference” al Teatro Alighieri, aperta dai saluti del Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, che ha definito la manifestazione “una delle più importanti a livello nazionale” e incentrata in particolare sulla esposizione di diverse “buone pratiche” legate ai temi di acqua, rifiuti ed energia, da parte di vari attori, espressioni di enti pubblici e di società private.

Nell’arco dei tre giorni, la manifestazione ha permesso agli addetti ai lavori di focalizzare l’attenzione su decine di aspetti, grazie ai 16 LabMeeting (veri e propri laboratori formativi) ed ai 12 workshop, sviluppati con i principali enti e associazioni nazionali dei settori rifiuti, acqua, energia: Federambiente, Regione Emilia-Romagna, Conai, Ente di Bacino Padova 2, Ansep-Unipam (con la rete internazionale Euroshore), Bureau Veritas Italia, Fondazione AMGA, Scuola Agraria del Parco di Monza, CIC-Consorzio Italiano Compostatori, Confindustria Ravenna, CNA Ravenna, Azienda Speciale S.I.D.I. – Eurosportello, CCIAA Ravenna, mentre la cittadinanza ha potuto toccare con mano esperienze all’avanguardia grazie all’esposizione organizzata in collaborazione con Agenda 21 Locale nella centralissima piazza del Popolo, che ha attratto migliaia di curiosi nonché decine di scolaresche.

Oltre all’esposizione di tecnologie nella Piazza del Popolo ha riscosso grande successo la Mostra Internazionale di Arte Contemporanea sulle tematiche inerenti la manifestazione (organizzata in collaborazione con MAR, Museo d’Arte Ravenna). Testimoni di differenti background culturali, gli artisti in mostra, di levatura internazionale e provenienti da diverse realtà geografiche (dalla Cina all’India e dall’America Latina all’Europa), danno voce al tema della sostenibilità ambientale ognuno attraverso la propria cultura, tradizione e sensibilità, spaziando dalla video-arte alla fotografia e dalla pittura all’installazione.

Tutti gli atti dei Workshop e Conferenza con le buone pratiche saranno disponibili gratuitamente online nelle prossime settimane.

Allegato:

Approfondimento sulla Mostra di Arte Contemporanea Internazionale (chiude il 25 ottobre)

Ad accogliere lo spettatore sono le suggestive installazioni luminose di Giancarlo Scagnolari e Anila Rubiku, spettacolari e fiabesche nella loro emersione silenziosa dalla penombra, incentrate sul tema dell’energia elettrica. L’opera di Stefano Bombardieri riproduce come forma e dimensioni le classiche tabelle utilizzate per la misurazione della vista, che però accostate compongono la parola “help”, trasformando la parola in urlo, o meglio in una richiesta d’aiuto urlata, un invito a guardare meglio, a prestare più attenzione ai temi legati allo sviluppo sostenibile e alle problematiche legate all’inquinamento. Per quanto riguarda il tema dei rifiuti, il video dell’ecuadoriana Maria Rosa Jijon mostra la difficile quotidianità degli abitanti di un quartiere colombiano che, grazie alla discarica municipale ed al recupero di materiali riciclabili, ora ha una propria economia sostenuta dall’immondizia. Le foto della celebre artista cinese Xing Danwen denunciano invece la terribile realtà di una discarica di materiale elettronico che viene smistato ogni giorno da bambini e adulti privi delle necessarie protezioni. Mentre nei collage della croata Lara Usic il riciclaggio di materiali eterogenei, reperti di memorie “rubate”, è interpretabile come metafora della multiculturalità del popolo balcanico. Il tema dell’acqua è affrontato con grande lirismo dal toccante video di Chen Qiulin, ambientato nella zona delle Tre Gole, nella Cina del Sud, dove la costante e violenta cancellazione di memorie collettive, sommerse da inondazioni, viene simboleggiata da una coppia di attori dell’Opera Cinese in abiti da scena, che si muove spaesata fra le rovine di una Cina instancabilmente in costruzione. Le fotografie dell’artista indiano Atul Bhalla sottolineano poi il valore positivo, religioso e culturale, dell’acqua come elemento di purificazione nella tradizione indiana, mentre in quella dello svizzero Saul Zanolari un’inquietante bambina rinchiusa in una lavatrice grida la sua disperazione, come ad ammonire circa la responsabilità morale che ha l’uomo nei confronti dell’ambiente, anche per le generazioni future. Infine la rarefatta video-installazione di Maurizio Camerani mostra un tentativo di sopravvivenza dell’uomo sott’acqua, simbolo della ricerca di un ambiente alternativo in cui vivere, ricerca che si rivela però fallimentare.